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100 TT
26 maggio - 10 giugno 2007


e fanno cento! se c'è una corsa che evoca la motocicletta ed i suoi eroi be' questa è il Tourist Trophy. Per la pericolosità ed il coraggio, per alcuni incoscienza, che richiede e lo scenario esclusivo dell' Isola di Man in cui si svolge la rende unica e speciale agli occhi dei motociclisti.

ecco perché non abbiamo potuto resistere al richiamo rafforzato dall'occasione del centenario e quindi abbiamo chiuso l'officina e siamo partiti per una bellissima vacanza. approfittiamo della rete per riassumere il nostro viaggio a favore di chi sarebbe tanto voluto esserci come per quelli che invece no.

c'è il diario di viaggio, grazie silvia, ed una mini raccolta di foto che in officina ne abbiamo delle mila se avete voglia.


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26/5/07 La leggenda ha inizio: sveglia alle 3.00, punta ore 4.00 al casello di Borgo Panigale. Ci siamo tutti e sette, tempo 15 min. e ci diamo del gas fino a che la prima moto (R850R 6 marce) resta in riserva, rifornimento e colazione a Milano, giusto quando il sole sorge. La seconda tratta per me è drammatica, con colpi di sonno a susseguirsi, sono andata a letto relativamente presto (22.30) ma la sveglia è stata impietosa. Il resto dell’autostrada scorre senza troppi intoppi, né pioggia, che su 1350 km è un gran bel risultato. Arriviamo a Calais giusto per ora di cena, trovato le ultime stanze disponibili all’hotel Ibis, finalmente doccia e meritato riposo.
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27/5/07 Dopo aver fatto un’abbondante colazione, prendiamo l’eurotunnel, col fuso orario viaggiamo nel tempo, arriviamo in Inghilterra dentro a questi trenoni 20 minuti prima di essere partiti. Entriamo nel mondo dei mancini, vediamo di non fare danni lasciando sul continente l’abitudine di stare a destra. Oltre Manica il meteo cambia radicalmente, pochi km e siamo fermi sotto ad un cavalcavia per indossare l’antipioggia. Sbrigata questa pratica, come delle processionarie seguiamo il capo muta senza indugio, molto volentieri soprattutto quando questo, avendone abbastanza di viaggiare bagnato, come noi tutti del resto, si ferma per pranzo. Invadiamo un grande tavolo inondando il pavimento con le pozzanghere che i nostri vestiti lasciano, sembriamo usciti dal mare come i mostri di Lovecraft. Con calma arriviamo ad Heysham e intanto smette anche di piovere. Al porto non c’è troppa gente, così facciamo nostro un angolo di sala d’attesa e bivacchiamo, chi dorme, chi ascolta musica in cuffia, chi legge. Sembriamo barboni ma siamo tutti carichi per ciò che ci stiamo accingendo a vivere.
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28/5/07 Alle due la nave parte puntuale, constatazione unanime è che se fosse arrivato qualcuno in stand by avrebbe trovato posto. Sbarchiamo sull’isola all’alba, andando subito al tourist information per orientarci meglio e poi al bar a fare la prima colazione isolana, con tè rovente e fette di torta. Quando si fa un orario umano ci rechiamo alla casa che sarà il nostro punto di riferimento per 12 giorni. Ci accoglie Wendy, la padrona di casa, la quale sta ultimando le pulizie prima di lasciarci la sua abitazione. Noi abbiamo le mascelle che rotolano per terra in quanto si tratta di una villetta a schiera bianca grandissima, al piano terreno un grande salotto, un mini salottino verandato e la sala da pranzo incorniciano la cucina. Al piano di sopra quattro confortevoli stanze doppie, di cui due con bagno in camera e due con bagno grande in mezzo. Più c’è il giardino con tavolo, sedie e ombrellone. Garage e stanzino sopra a questo a completare il tutto. Ci sembra la casa del grande fratello, dove 8 appassionati di moto vivono insieme e possono uscire solo usando le loro cavalcature, praticamente un sogno. Ci sistemiamo ma senza riposarci, altrimenti perdiamo la giornata. Partiamo per l’unica cosa logica da fare: il giro del circuito al termine del quale sosta tattica a Creg ny Baa ma prima della partenza rifornimento a Union Mills, mica baubau miciomicio. Si inizia a respirare leggenda, tanti motociclisti SS RR ci sorpassano, specialmente sul tratto di montagna, che e’ a senso unico da Ramsey Hairpin a Creg ny Baa, appunto. Arrivati qui inauguriamo i nostri pranzi sull’isola, è piano imballato di gente venuta da ogni dove a toccare con mano un secolo di storia. Si apra il sipario. Nel pomeriggio assistiamo a quelle che erano state annunciate come le prove dei debuttanti, invece è una rievocazione in piena regola, passano moto ottuagenarie come se piovessero, con piloti vestiti in tono, maglione, gilet e pantaloni in loden, casco poco più che un berretto d’aviatore; se fosse tutto in bianco e nero sembrerebbe un filmato dell’epoca. Su un muretto dà bella mostra di sé un casco Nitro con disegnato il circuito, il trofeo, le tre gambe e scritti i nomi dei vincitori accanto al numero di vittorie, lo vogliamo anche noi! Intanto la rievocazione ha termine, torniamo verso casa per la prima cena sull’isola, avendo una cucina intera a nostra disposizione vado in centro a Douglas per fare un po’ di spesa e già che ci sono anche shopping, finché si trova ancora tutto il merchandising. Dopo cena restiamo in casa a chiacchierare, nonostante l’emozione, la stanchezza di una notte trascorsa così così è da recuperare.
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29/5/07 Alla mattina ci troviamo tutti e 8 a fare colazione, già, otto, ieri pomeriggio è arrivato Sergione in aereo. Poi per toglierci la curiosità, ce ne andiamo ai paddock a vedere che mossa c’è. I ragazzi tornano con le borse piene di merchandising, io ho già dato ieri. Loro però hanno anche chiacchierato con Stefano Bonetti, il bergamasco che corre nella superstock e supersport. ANCHE IO VOGLIO! Ci tornerò. Da qui partiamo per il giro del circuito, ci si trova a Creg ny Baa. A random ci fermiamo a fare foto, dopo Ballaugh Bridge Sergio parte tutto ingarellato, salvo poi vederlo fermo con la pulla prima del ponte di Sulby, ma noooooo! A Creg ny baa ci racconta che gli hanno fatto un sedere a campana e si deve presentare in tribunale dopo 2 giorni. Restiamo qui a pranzo solo io e i 2 bancari, noi 3 abbiamo l’incombenza della spesa poi tutti a vedere le prove a Glen Helen. Solo che la spesa si fa nel micromarket trovato da me, a Glen Helen non ci si arriva because the road is closed giusto a Quarter Bridge. Restiamo intrappolati qui quando trovo un posto a sedere in prima fila. Ogni tanto arriva qualcuno da paura ma su tutti un 749 fumante, il cui pilota al centro della rotonda si butta a terra per limitare i danni, riuscendoci. La moto pare intera e lui si rialza bestemmiando nel suo idioma. I marshal spargono sabbia sull’olio e lo spettacolo continua. I sidecar invece arrivano sbacchettando di brutto. Quando inizia a piovere torniamo a casa ma ora che ci arriviamo ha smesso, così passeggio per la borgata ad ammirare quale paradiso questo luogo sia. Serata trascorsa in casa tranquillamente a chiacchierare di punti di vista sulle prove.
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30/5/07 Oh, finalmente oggi fa caldo, apro la finestra per fare entrare il fresco, macchè, fa più caldo fuori che dentro. Dopo la colazione i ragazzi mi accontentano nel mio capriccio di andare a Calf of Man, il mio posto nel mondo. Ricordo con orrore il parcheggio sterrato col dislivello ma la realtà è meglio dello storico, hanno asfaltato tutto, è praticabile anche per me! Il baracchino di legno però ha lasciato il posto a una piccola costruzione in vetro cemento che non c’entra nulla con questo paradiso. Rimaniamo un tempo indefinito a rimirare il luogo, fino a che alcuni vanno a Peel mentre invece io e i 2 Max raggiungiamo Mario, che ci attende a Port Erin. Per arrivarci facciamo una stradina interna strettissima, lo becchiamo poi raggiungiamo gli altri a Peel, dove ci sono i resti di un castello, marcondirondirondello. Io, Gio, e i 2 Max visitiamo l’esterno, in questa occasione loro 3 scambiano due chiacchiere con un riminese partito da solo su un Guzzi, in maglietta comprando vestiti pesanti mano a mano che saliva verso l’UK, e’ qui perche’ credeva che quest’anno qui ci fosse un mega raduno di forcelle lunghe. Ha scoperto che il Tourist Trophy è una gara quando ha trovato la strada chiusa per prove! C’è proprio gente che è al mondo perché c’è del posto, vè. Finito il giro, tutti insieme ci rechiamo a Crosby ma inizia a piovere, quindi ripariamo nel pub giusto il tempo di una birra. La burra e’ finita ma non spiove, così ripariamo verso casa quasi tutti. Quivi c’è Wendy che porta me, Gio, Max e Mennaro al Tesco a fare la spesa sulla sua Peugeot 206. Nel supermercato ci sparpagliamo e ci ritroviamo giusto per pagare, Wendy ci attende dopo le casse, lei definisce questo tempo Manx weather. Morale 50 GBP per 6 sportine di spesa, non male. Con questa spesa ci attende una cena luculliana, ho mangiato un casino. Dopo cena ospiti il pakistano e il triestino che ci fa da interprete per qualunque evenienza. Unica domanda: come ringraziare Wendy per tanta gentilezza?
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31/5/07 Stamani il meteo ci induce ad indugiare davanti alla tv guardando filmati del TT, quando finalmente il sole ci consente di fare ciò che fino ad un momento prima stavamo osservando nello schermo: punta a Creg ny Baa per le 13:00. Gli altri ci danno subito del gas, li ritroverò poi alla curva, nel mentre ne approfitto per fare tutte le foto che non ho fatto al tracciato fino ad ora, tipo alla statua di Joey che si trova al Bungalow. Sul tratto di montagna c’è una nebbia che si sposta seguendo il vento, quasi da film. Pur avendo fatto con calma arrivo con 1 ora d’anticipo, c’è anche Gio e con lui mentre aspettiamo gli altri, commentiamo missili terra aria e donne motocicliste che passano di lì. Una volta riunito il gruppo ce ne andiamo al grand stand, dove a rate incontriamo Pelliccino, i Laidi e un gruppo di 4 ragazzi di Castenaso. Ma che belle cose incontrarsi così lontano da casa. Una cosa che voglio fare è scambiare 4 chiacchiere con Stefano Bonetti, il bergamasco che corre al TT; ci riesco, forse faccio domande banali tipo “ma non hai paura?” ma la sua risposta non è banale “quando sei lì non ci vedi tutto ‘sto pericolo, è naturale darci del gas”. Se lo dice lui… A me invece vien chiesto cosa porta una donna all’Isola di Man, la stessa cosa che porta loro, la passione. Mi ricongiungo con gli altri per andare a vedere le prove a bottom of Barregarrow, un punto dove c’è una compressione tipo Bray Hill ma meno noto. Quando hanno inizio le prove io sono pronta, macchina fotografica appoggiata per terra sul marciapiede che fiancheggia la pista. Il primo pilota che passa tira su uno spulvrazzo che mi acceca, così mi sposto sul muretto adiacente. In questa valle, una volta andato giù il sole, fa un freddo cane, così durante le prove dei sidecar mi avvio verso la moto, osservando di tanto in tanto dai buchi della siepe. Alla fine delle prove decisione comune è di cenare sul lungomare di Douglas in un pizza schifo, risultato hamburger merdo mangiato in piedi all’inizio della via pedonale. Come dopo cena birra da Bushy’s (o similare), chiacchiere in cucina e branda.
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1/6/07 Stamani Sergio ha il processo per l’eccesso di velocità, Gambero lo accompagna. Noi 6 superstiti andiamo all’aeroporto abbandonato di Jurby per vedere chi c’è a regolare la moto. Prima finiamo in un pistino di kart, poi al Jurby junk a fare acquisti ed infine a vedere Mc Guinness regolare la superstock, ah, no? Nel 1999 boccheggiammo nientepopodimenoche Joey Dunlop, o i piloti migliori sono sempre qui o siamo veramente fortunati. Qui ci raggiungono anche gli altri due direttamente dal tribunale coi parrucconi, al completo ci rechiamo alla punta nord, Point of Aire, per ritrovare un po’ di noi stessi rimirando il mare. Quando ripartiamo da qui non facciamo in tempo a decidere dove pranzare che una mazzata si abbatte sulla compagnia, Sergio, appena ritornato uomo libero, ha un problema grave a casa e decide di tornarvi. Passando da Ramsey facciamo la costiera che porta a Douglas, siamo tutti qui per un motivo ma la quantità di motociclisti presenti sull’isola ci lascia ugualmente a bocca aperta, in questo tratto di strada ce ne rendiamo ulteriormente conto. Al porto saluto i ragazzi e mi infilo in un internet point per mantenere i contatti col continente. Quando ne esco le loro moto non ci sono più, così vado a casa e saluto Sergio che parte. Oggi sono orso e non vado a vedere le prove con gli altri bensì al grand stand per fare foto alla vita nei paddock. Mi sposto in lungo e in largo fino a che non vedo i piloti costretti al rientro, allora vado dietro al parco chiuso, sono al posto giusto al momento giusto, faccio autografare il mio cappellino del centenario da Mecpinta che è lì in attesa della ripartenza. Altro che mondo blindato del motomondiale. Quando i piloti ripartono con Venere vado a Bray Hill, non faccio in tempo a fare 2 chiacchiere con dei vespisti veneti che mi perdo in mezz’ora di telefonata con Ale, cosa vorra’ mai dire? Intanto hanno anche riaperto le strade, i vespisti sono andatie anche io torno a casa, dove c’e’ Gio che cucina, fa un profumino… “e’ la mia eau de toilette” esclama! Ma anche quella dell’aspirapolvere rumoroso “ha l’akrapovic” non e’ male. Queste sono alcune delle cavolate partorite dalle nostre menti geniali che ci fa andare a letto tardissimo.
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2/6/07 Oggi finalmente e’ il primo giorno di gare, sempre che il tempo lo permetta. Infatti, una volta sistematici sulle tribune di Braddan Bridge, attendiamo fino a che non arriva la notizia che il Manx Weather non consente alle gare di avere inizio, conserviamo i biglietti per il lunedi’ successivo. Ci dividiamo e io seguo Gambero, Mennaro e Sergione ai paddock; quest’ultimo è a caccia di celebrities, qualcuno vediamo tipo Archibald che fa la fila per prendere i panini alla sua famiglia oppure Stefano Bonetti, che ha sempre piacere di scambiare due chiacchiere con gli italiani venuti a vedere il TT. Lui ci racconta come mai le prove dell’altro girno siano state sospese, pare che tre piloti siano caduti causando un principio d’incendio. Quando i ragazzi decidono di ingurgitare junk food io li abbandono per mangiare in pace i miei viveri e proseguire per Laxey a visitarne la ruota. La passeggiata è umida anche per via dell’acqua che la ruota porta, mi s’affatica arrivare fino alla casa dei minatori, così in mezz’ora me la sgavagno. Successivamente vorrei andare a visitare Ramsey ma un vento forte mi fa desistere dal mio proposito, infilo la strada interna e riparo verso Douglas giusto per mangiare un magnum alla menta, mmmh, buono. Fatto questo torno a casa, in cucina c’è chi cucina e chi naviga. Naviga? Anche io! Ora che guardo la posta e’ pronto da mangiare e dall’Italia arriva notizia che Sergio e’ arrivato a casa, in 24 h, applausi. Dopo cena c’e’ chi va a Douglas (Max & Max) e chi chiacchiera (i rimanenti).
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3/6/07 tempo orrendo, al discreto orario delle 9.30 siamo ancora tutti in casa, quando anche l’ultimo dormiglione si appropinqua a tavola, ovvero Mennaro, su suggerimento di Gio gli facciamo “1, 2, 3, buongiorno”. Cazzeggiamo tutta la mattina in attesa che venga trasmessa la gara della moto GP che si tiene, ironia della sorte, al Mugello. E noi siam qui al TT, tie’; peccato che non trasmettano anche 125 e 250, avrebbero abbreviato l’attesa; eppoi senza la cronaca di Meda e Reggiani non e’ la stessa cosa.,va be’, commentiamo noi. Valentino vince ma qui il Manx weather non ci da’ tregua, c’e’ chi irriducibile ha voglia di prendere la moto ugualmente, tipo Gambero che fa il suo mad sunday. Dopo pranzo Gambero torna in pista, gli altri vanno a funghi (!!!), io me la gubbio, non ne voglio mezza di acqua. Quando il nostro corridore torna mi sveglio e per fare qualcosa di utile attacco i patacchini alla motoretta, unica mia uscita da casa. Poi dopo il te’ delle 5 a letto senza cena che domattina chiudon le strade alle 10:00.
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4/6/07 Oh, oggi finalmente le gare dovrebbero avere inizio, andiamo a Braddan Bridge. Si, e’ cosi’ ma con 2 h di ritardo cosi’ giro per il parcheggio in cerca di stranezze e visito il cimitero adiacente la tribuna. Il custode di questo m’informa che il cimitero non e’ una tribuna ma pare che siano in tanti a non saperlo, appoggiandosi alle lapidi come fossero banconi del bar. McGuinness gira da paura, infatti vince, il fenomeno. Dopo la gara c’e’ chi va al grand stand a predere i tempi e chi, come me e Mennaro, va ad Hailwood Raise a vedere i sidecar e la 600. Facciamo la stradina interna, il paesaggio e’ uno spettacolo, le pecore in lontananza sembrano sassi nel prato, ci sono anche agnelli e gabbiani di fianco alla strada. Alla curva c’e’ un gran paglione, cosi’ dobbiamo parcheggiare le moto lontane dal circuito, fatto cio’ io mi avvio e intanto spiego a Mennaro non ricordo bene cosa, faccio un po’ di strada quando lo sento in lontananza dirmi qualche cosa…? Ma come? E questo chi e’? Lo straniero che era di fianco a me e a cui stavo raccontando i fatti miei allarga le braccia e si allontana; intanto Mennaro da laggiu’ inizia a ridere e va avanti per 10 minuti, fino a che mi raggiunge e oltre, una di ‘ste volte gli faccio pagare il biglietto. Arrivati alla curva mi son sdraiata sul prato e non mi son piu’ mossa di li’ fino a che non han riaperto le strade. A dire il vero durante le gare me la sono un po’ gubbiata mentre il Mennaro e’ andato al bungalow a piedi, non male per uno pigro. Finite gare, ci troviamo in coda in attesa della riapertura delle strade, affiancati a una coppia brianzola che si son stupiti quando abbiamo detto che eravamo stati al TT 2 volte solo in moto, loro ne hanno fatto 1 in aereo, da squalifica. Quando riaprono la strada rispettiamo la punta con uno di QdE e con Mario, Radius invece passa perche’ gli e’ scoppiata una gomma, strano! Ci sovviene che non vediamo/sentiamo gli altri da un po’, dovrebbero essere al paddock, salutiamo tutti e andiamo li’ ma non troviamo nessuno. Quindi tiriam dritto verso la promenade di Douglas a mangiare un hamburger merdo seduti sul muretto. Prendiamo la stessa cosa ma lui coke e io acqua, come mai io spendo 3 sterline in piu’? Ecco perche’ qui son culandrone, la cocacola costa meno dell’acqua, la salute e’ un lusso. Prima di tornare a casa andiamo a salutare Mario che sta partendo per l’Irlanda poi buonanotte suonatori.
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5/6/07 Oggi sveglia presto che si va al Black dub a vedere le gare; e’ un punto senza uscita, non c’e’ tempo da perdere. Il posto e’ caruccio parecchio, guardiamo le moto passare per strada rendendoci conto di quante ce ne siano, c’e’ il mondo e sua moglie qui all’Isola di Man. Tra gli altri avventori spicca una donna in tuta di pelle viola che sta ricamando al tombolo Joey Dunlop in piega! Spettacuel! Sugli alberi invece spuntano strani frutti, ovvero caschi Arai nella loro custodia. Qui poi gli spettatori sono molto attenti allo speaker quando la gara ha inizio, prendono tutti fuori la guida del TT e scrivono con che ordine passano i piloti. Osservando questi temerari in circuito non posso non chiedermi “come fanno?” anche se ora so gia’ la risposta. Tra una gara e l’altra tiro fuori gamella e scatolette per mangiare quando Gambero mi fa: “Wanda, cosa sono, scatolette di cibo per nutrie?”, ho dovuto sedermi sul prato dal ridere. Quando riaprono le strade si va tutti al grand stand, pero’ io mi zagno subito perche’ c’e’ un gran paglione, filo a Castletown che non l’ho mai visitata. Quando arrivo in town parcheggio di fronte al pub The George, dove mangiammo nel 1999. Vorrei ripetere ma la cucina ha chiuso or ora, e son solo le 18:30. Volantino guida alla mano, giro per il paese cercandone le meraviglie ma restando cocentemente delusa, la cosa piu’ bella e’ il mare. Mentre son seduta vicino alla moto a scrivere arrivano i castrenacensi, faccio un giretto con loro poi torno a casa per mangiare. Dopo cena chiacchiere e buona notte.
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6/6/07 Oggi gare a Rehn Cullen, Bonna e Gambero sono andati a prendere i posti per noi. Da una stradina laterale molto stretta in cui si devono lasciare le moto, si taglia di traverso per un prato poi c’e’ un piccolo terrapieno su cui sedersi. Non ci sono bar ma in una casa, cui si accede scavalcando la rete di recinzione con una scaletta, vendono te’ e pasticcini, soppa che organizzation. Da qui si vedono i piloti affrontare un rettilineo che parte con un’impennata e termina con una leggera S. Guardo una parte della gara dal punto in cui sono i regaz poi mi sposto per cambiare punto di vista e anche tipo di foto, tipo impennate fresche fresche ma non resto molto quivi, ci sono i cartelli di pericolo per gli spettatori. Durante i sidecar mi sdraio a prendere il sole, intanto i regaz han fatto balotta con 2 fotografer stranieri, uno dei quali fa a gara di peti con uno dei nostri, che per creanza restera’ anonimo; per la cronaca invece ha vinto lo straniero! Quando the road is open io e i 2 Max andiamo a Castletown percorrendo le stradine interne. Non andiamo in paese bensi’ in un promontorio in cui vi sono resti di fortificazioni. Una volta visitate queste e ammirato bene bene il mare i 2 Max restano qui, io no, torno indietro, mentre faccio foto, incontro italiani e poi a casa per cena. Dopo cena giro del circuito ma me ne perdo l’inizio perche’ sono al telefono con Ale per + di 1/2 ora. Parto, tanto so che la punta e’ a Creg ny Baa… ma davanti al pub non ci sono moto, dentro non vedo nessuno, proseguo, vado a Douglas a guardarmi i fuochi artificiali in solitaria. Salvo poi scoprire che il pub era chiuso solo nella mia testa di sughero e i regaz eran dentro a farsi un birrozzo in allegria. Va beeeene, ‘ndiamo a letto che e’ meglio, va.
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7/6/07 Oggi giorno senza gare, giornata da orso. Dopo la colazione subito al Manx Museum, il quale e’ un’unica stanza grande piena di ricordi di un secolo di gare, moto, tute, medaglie, caschi, pietre miliari, ecc. Dopo questa parentesi culturale mi do allo shopping sfrenato. Dopo Douglas tocca a Ramsey, che l’altra volta non avevo ben compreso; dopo un po’ di shopping anche qui vorrei rilassarmi in riva al mare ma non posso, mi sembra d’essere un cavallo in una stalla da quante mosche ci sono a rompere le scatole. Quindi opto per il mountain ma la strada e’ chiusa per incidente cosi’ tiro dritto verso Laxey deviando pero’ a sx verso il mare. Trovo un praticello su cui schiacciare un pisolino in santa pace finche’ delle moto mi passano di fianco e vanno oltre. Anche io voglio andare dove vanno loro, al faro; ammiro il panorama e torno verso l’abitato. Per arrivare sul Mountain trovo la stradina che si chiama Ibernia road, arriva giusto dopo il Gooseneck, vedo che c’e’ traffico in arrivo da Ramsey, si vede che hanno aperto la strada. Quando arrivo a casa ognuno ha portato a casa il suo trofeo, Sergione la firma di Ago, Mennaro un po’ di polvere, gli altri han fatto il mio stesso giro ma in un momento diverso. In questi giorni a Bologna ha piovuto ma qui c’e’ stato un gran sole, morale siamo abbronzati anche se in modi diversi: Sergio e Max hanno il segno delle stanghette degli occhiali, Mennaro e Gambero striscie bianche sulla coppa, Gio una striscia bianca sulla fronte dovuta al retro del cappellino, io bande bianche a lato della faccia dovute ai capelli e Bonna si salva. Secondo me crederanno che siam stati a Cuba. Orrore, brivido e raccapriccio!!! Dopo cena nuovamente giro del circuito, stasera trovo un modo diverso di fare la pirla: la strada al Ramsey Hairpin e’ di nuovo chiusa, quindi Ibernia road, solo che quando la imbocchiamo vediamo 2 motociclisti che tornano indietro cosi’ gli chiedo se la strada e’ chiusa. Col casco e con l’eta’ sono diventata sorda come una campana e me lo son fatta ripetere 3 (tre) volte prima di comprendere. Intanto pero’ Gio si era infilato per la stradina, Gambero a ruota, non vedendoli tornare andiamo anche noi, pero’ prima cedo il manubrio al Bonna. Il mountain e’ deserto, ci siamo solo noi e una gran luna, bellissimo, sembriamo 7 motociclisti in un sogno. A Creg ny Baa stasera c’e’ gente davanti al pub, che pero’ e’ in chiusura. Quindi terminiamo il giro a Mont Murray, a casa.
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8/7/07 Oggi c’e’ la Senior TT, a vederla si va a Kirk Michael, seduti sulle sedie in plastica da bar e i piedi sul muretto. Ma quando inizia la gara non si scherza +, meno di tutti scherza John McGuinness che fa giri record su giri record, finendo per abbattere il muro delle 130 m/ph di media. Il nostro Stefano Bonetti e’ giunto 21°, l’italiano + veloce di sempre. In questi momenti mi sento proprio dentro la leggenda, 100 anni fa qui al mio posto c’era qualcuno a guardare Rem Fowler fare quel che ha fatto McPinta oggi. Un secolo fa, come mi riempono la bocca queste parole. Alla fine della Senior TT passa un’ora e mezza (troppooo) e c’e’ la Centenary Parade con tutti i piloti vincitori di TT viventi. Lui dall’Arai giallo manca ma e’ come se ci fosse ma comunque passano personaggi come Giacomo Agostini, John Surtees, Phil Read, Carl Fogarty e tutti quelli che non mi ricordo. La leggenda vive qui. Alla fine dello spettacolo in 3 vanno al grand stand, in 4 andiamo a casa. Mestamente, dobbiamo tornare a casa, a Bologna la nave parte a mezzanotte, cena, valigia, riposino e saluti a Wendy. E’ stata veramente gentile, siamo stati benissimo, abbiamo cercato di lasciarle casa in modo che la prossima volta ce la ceda volentieri… Il porto, e’ un girone dantesco, col piazzale e’ pieno di moto ordinatamente allineate e i motociclisti che ci dormono sopra, chi a pancia in su e russa, chi riverso bacia la borsa da serbatoio. Giro fra le moto, imparo che e’ passata 1 h e 1/2 tra una gara e l’altra perche’ un debuttante inglese e’ uscito di strada al 26° miglio morendo sul colpo e uccidendo 2 marshal. Anche quest’anno il TT ha avuto il suo tributo di sangue.
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9/6/07 Sulla nave praticamente si puo’ dire che non dormo, la mattina sono rinco alla grande, col Mennaro andiamo al bancone per fare colazione, la tipina vorrebbe chiudere il bar in quel momento, ma e’ pazza? C’e’ una fila che la sbranano se osa farlo. Le facce intorno ricordano un film di Romero, siamo tutti veramente provati, io + degli altri perche’ scendendo dalla nave riesco a danneggiare cio’ a cui tengo di piu’, apro la coppa dell’olio a Venere. Non posso descrivere come mi sento, mi ricorda tanto quel giorno a Pskov. Con questo “lieto” evento cambia anche il colore dell’umore dei ragaz, tanto che per 3 volte gli dico di andare a casa. Mennaro mi da’ il numero dell’assistenza dell’assicurazione, Gio mi presta il cell e dopo 1 ora e 1/2 arriva il carro attrezzi. Quindi finalmente mi dan retta e vanno via, tanto non avrebbero potuto fare niente per me, neanche tirarmi su di morale. Qui sul carro attrezzi guardo la mia motoretta e non mi capacito di tanta stupidita’, non mi capacito di come una moto all’apparenza perfetta potrebbe non valere una cicca. Se c’e’ da cambiare il monoblocco conviene cambiare la moto, se solo il carter anteriore no. L’autista per rincuorarmi un pochettino mi dice che sono la terza a spaccare la moto in quel modo ad essere recuperata da lui. In tempo utile, dato che e’ sabato mattina, arriviamo al concessionario BMW Motorrad di Southport. Sono tutti molto gentili e non mi paiono fighetti ignoranti in meccanica. Mi dicono che guardano subito che danno ha la mia moto ma che se devo ripararla hanno posto tra 2 settimane. Attendo fiduciosa, studio la concessionaria, faccio un giretto nei paraggi, osservo le moto in vendita, scambio 2 chiacchiere con la ragazza dell’accettazione. Lei ha una Hornet blu perche’ dice che le BMW sono costose; se lo sono per 1 inglese, figuriamoci per un’italiana! Dopo 3 ore mi spillano 105 GBP raccontandomi che mi hanno fatto una riparazione volante giusto per arrivare a casa, mi vendono un kg di olio e si raccomandano che mi fermi a controllarne il livello ogni 120-130 km. Non mi par vero, posso tentare di tornare a casa, sono quasi contenta come una pasqua. Alle 13:30 parto e seguo il road book a rovescio, dopo 130 km mi fermo ma + che altro per dormire anche se non ho tanto tempo, ho dei colpi di sonno preoccupanti. 0 min e riprendo la strada per Dover, allungando di volta in volta le tappe. La moto perde qualche goccia di olio ma per ora non e’ preoccupante, loro hanno sostituito le viti inferiori del carter e messo la pasta nera per limitare le perdite. Arrivo a Dover che son le 20:00, sbarco a Calais alle 22:00, vado subito all’Ibis, ceno e dormo, non punto la sveglia ma lascio la finestra aperta. Non ho tempo da perdere.
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10/6/07 Uno dei regaz mi manda un sms di buon viaggio, speriamo. Intanto aggiorno costantemente Ale e il Vando sulla mia posizione, continuo ad allungare le tappe, guardo la cartina di autoroute sulla borsa da serbatoio facendo mentalmente il calcolo dei km a ritroso, non mi passa piu’. Controllo l’olio a ogni sosta, in un market di un’ADS trovo anche la pasta nera per motore, non si sa mai che la riparazione si molli. Prendo anche qualche acquazzone verso Strasburgo ma fingo che non sia cosi’, ora che sono in Svizzera s’e’ gia’ asciugato tutto, giacca e guanti. Mi fermo in Italia per l’ultima sosta, devo essere orribile, la gente mi guarda strano. Finalmente alle 21:30 home sweet home.
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